Il locale

Una casa di pietra, una famiglia, settant'anni.

Valdicastello Carducci è un paese di poche case fra gli ulivi, sopra Pietrasanta. Qui è nato Giosuè Carducci, qui passa la Via Francigena, e qui — accanto alla pieve dei Santi Giovanni e Felicita — nel 1952 Beppino ha aperto la sua osteria.

La sala all'aperto sotto il pergolato, con i tavoli apparecchiati

La corte sotto il pergolato, aperta da maggio a settembre.

Le date che contano.

  1. Anni '50

    L'osteria di Beppino

    Giuseppe Novani trasforma due stanzette di un vecchio cascinale in una spartana «osteria con mescita di alcolici»: fuori sotto la pergola d'estate, attorno al fuoco d'inverno.

  2. Anni '60

    Nasce il tordello

    Le mani di Nella Novani e Amelia Lazzerini tirano la sfoglia: il tordello diventa il piatto da cui comincia davvero l'avventura dell'osteria.

  3. 1967

    La seconda generazione

    Dina Novani e Luciano Lazzerini prendono la conduzione del locale e scommettono su piatti semplici e genuini della tradizione pietrasantina: l'orto, il pollaio, l'olio dei colli, i salumi del norcino del posto.

  4. Anni '90

    Il girarrosto nel camino

    Luciano, muratore prima di essere oste, costruisce con le proprie mani il grande camino con il girarrosto dove ancora oggi arrostiscono capretto, coniglio e piccione.

  5. Oggi

    La terza generazione

    Daniele, sommelier, e la sorella Simona rinnovano le sale, ricostruiscono il pergolato di vite ed edera e recuperano la vecchia cantinetta interrata: da lì nasce l'enoteca.

Un crocevia di artisti e di sapori.

I primi avventori erano contadini e cacciatori, ma anche scultori e artisti: fra loro il maestro Leone Tommasi, che arrivava con il suo seguito di spiriti liberi e i carnieri di selvaggina per imbastire i primi girati sul fuoco. Da allora Valdicastello è rimasta una tappa discreta per chi cerca un antidoto alla fretta, a due passi da Pietrasanta.

Le zuppe di farro e di verdure, i tagliarini co' fagioli, i matuffi, le patate alla ghiotta finite di cuocere sotto il girato: sono gli stessi piatti di allora, cucinati con l'orto, il pollaio e l'olio dei colli qui intorno.

Cosa hanno scritto di noi

Due sale, un camino e il tavolo grande in fondo.

La sala di sotto tiene una quarantina di coperti, quella di sopra si presta alle tavolate e alle cene con le cantine. In estate si apre la corte sul retro, all'ombra. Per compleanni, battesimi e cene aziendali parliamone al telefono: organizziamo volentieri.

Come raggiungerci